7 Leggende metropolitane |
| Lunedì 17 Novembre 2008 15:58 | |
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Da qualche giorno si è conclusa una ricerca condotta da 2 medici americani, che aveva come obiettivo quello di analizzare ed eventualmente affermare la veridicità o l’inesattezza di alcuni “miti” largamente diffusi tra la gente.I risultati sono stati chiari e precisi, e hanno dato ragione al professor Aaron Carroll, assistente di pediatria al Regenstrief Institute di Indianapolis e alla ricercatrice Rachel Vreeman, che si occupa di salute del bambino alla Indiana University School of Medicine, da sempre convinti che in giro ci sia troppa cattiva informazione. Ecco le sette “leggende” sfatate dai ricercatori: - Bere otto bicchieri d’acqua al giorno toglie il medico di torno. Non c’è bisogno di bere tanto per mantenersi in salute. Non esiste una sola prova registrata dall’American Journal of Psychology su questo argomento. - Leggere a luci basse rovina la vista. Secondo la maggioranza degli esperti non dovrebbe causare danni permanenti ma, nel peggiore dei casi, solamente problemi di messa a fuoco.
- Radersi col rasoio fa crescere i peli più spessi. Chissà quante volte le ragazze si sono rifiutate di usare il rasoio, la famosa “lametta”, per il terrore di veder poi crescere la “barba” sulle gambe, e si sono sottoposte a lussuriosi trattamenti a base di ceretta. - L’essere umano utilizza solo il dieci per cento del proprio cervello. Questa “leggenda medica” si è diffusa intorno al 1907, ma da alcune analisi effettuate non risulta che ci siano parti del cervello inutilizzate da altre invece... - Unghie e capelli continuano a crescere anche dopo la morte. Questa convinzione trae forse origine dai racconti macabri. In realtà, come hanno spiegato gli stessi ricercatori, sembra che le unghie continuino a crescere anche dopo la morte in quanto la pelle si ritira e le rende più visibili. - Bisogna spegnere i cellulari negli ospedali. L’ultimo dei “falsi miti” è quello della dannosità dei cellulari sulle apparecchiature mediche degli ospedali. Nonostante i timori diffusi, gli studi hanno riscontrato interferenze minime se non nulle con l’equipaggiamento medico.Conclusioni. I due medici hanno lanciato un monito verso i Media e verso i loro colleghi che pubblicizzano questi falsi miti, non c’è nulla di peggio che continuare a diffondere notizie che non hanno nessun fondamento.
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