La deforestazione a ritmi accellerati |
| Sabato 27 Dicembre 2008 19:59 | |
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Dal 1950 sono scomparse quasi la metà delle foreste dell'America Centrale ed un terzo di quelle africane. Queste perdite sono imputabili all'utilizzo della foresta per il legname ed alla creazione di spazi per la coltivazione e/o l'allevamento. La produzione del legname è aumentato di due volte e mezzo, passando dai 1.320 milioni di metri cubi del 1948 ai 2.929 milioni del 1982, ai 3.429 milioni del 1991. Dal 1991 al 1995, in solo quattro anni, sono stati persi più dell' 11% delle aree ricoperte da boschi e foreste a livello mondiale.
Il diboscamento completo di alcune radure consente all'acqua ed al vento di erodere la terra. Il diboscamento risulta colpire duramente anche l'ossigenazione dell'aria. Infatti, il diboscamento contribuisce in maniera rilevante all'effetto serra: ogni volta che si abbattono le foreste si diminuisce in maniera sostanziosa il processo di fotosintesi capace di trasformare l'anidride carbonica in ossigeno. Dal 1800, la percentuale di anidride carbonica presente nell'atmosfera è salita di un quarto da 280 a 350 parti per milione. Inoltre, il diboscamento comporta una perdita incalcolabile di materiale genetico. Nelle foreste tropicali, vivono il 90% delle specie del pianeta ed ogni anno viene cancellata una superficie pari all'Austria.In Ecuador le imprese di acquacoltura, con lo scopo di creare gli allevamenti di gamberetti, hanno abbattuto negli ultimi 30 anni ben 150.000 ettari di mangrovie, distruggendo con esse il delicatissimo e dinamico ecosistema costiero, e minacciando le risorse ittiche. Queste ultime tendono ad esaurirsi sempre più con grave danno per le comunità di pescatori. Inoltre, tali allevamenti portano, nel giro di pochissimi anni, all'azzeramento delle risorse ambientali e pertanto devono essere trasferiti altrove. La deforestazione in Ecuador procede ad un tasso del 2,4% annuo. Ogni anno si perdono 340 milioni di ettari di bosco.
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Dal 1950 sono scomparse quasi la metà delle foreste dell'America Centrale ed un terzo di quelle africane. Queste perdite sono imputabili all'utilizzo della foresta per il legname ed alla creazione di spazi per la coltivazione e/o l'allevamento. La produzione del legname è aumentato di due volte e mezzo, passando dai 1.320 milioni di metri cubi del 1948 ai 2.929 milioni del 1982, ai 3.429 milioni del 1991. Dal 1991 al 1995, in solo quattro anni, sono stati persi più dell' 11% delle aree ricoperte da boschi e foreste a livello mondiale.
Il diboscamento completo di alcune radure consente all'acqua ed al vento di erodere la terra. Il diboscamento risulta colpire duramente anche l'ossigenazione dell'aria. Infatti, il diboscamento contribuisce in maniera rilevante all'effetto serra: ogni volta che si abbattono le foreste si diminuisce in maniera sostanziosa il processo di fotosintesi capace di trasformare l'anidride carbonica in ossigeno. Dal 1800, la percentuale di anidride carbonica presente nell'atmosfera è salita di un quarto da 280 a 350 parti per milione. Inoltre, il diboscamento comporta una perdita incalcolabile di materiale genetico. Nelle foreste tropicali, vivono il 90% delle specie del pianeta ed ogni anno viene cancellata una superficie pari all'Austria.
